ADDICTION

Viviamo un tempo nell’evoluzione dell’umanità che segnerà il nostro percorso.

La rete informatica varrà nella storia dell’uomo sulla terra quanto il fuoco per
illuminare la notte, la ruota per accorciare le distanze o l’impiego dei combustibili fossili per aumentare le nostre capacità produttive. In pochi anni una grande parte dell’umanità ad ogni latitudine e longitudine si è connessa ad un unica rete globale, attraverso i social network e grazie all’utilizzo di dispositivi d’accesso sempre più piccoli, a buon mercato e semplici da utilizzare. La velocità con cui le informazioni riescono a percorre lunghe distanze in breve tempo è in continua contrazione, ed è ipotizzabile immaginare un futuro in cui la generazione, la distribuzione e la fruizione dei dati avvenga nel medesimo telepatico istante. Non è più lo
scambio delle merci a distribuire la ricchezza e il potere ma lo scambio di informazioni. Un nuovo ordine di valori economici, etici ed estetici si sta imponendo su i vecchi modelli. Questo cambiamento epocale però non riguarda come in passato la sostituzione di un modello con un altro più funzionale ma si sta manifestando attraverso la clonazione e l’implementazione virtuale del modello esistente. Stiamo generando un doppio registro di riferimenti che si contaminano vicendevolmente in una
sorta di mitosi su scala planetaria. Oggi ci è concesso di provare una modalità ibrida del vivere capace di generare un esperienza aumentata del mondo.
“Addiction” è la fotografia di un rituale sociale condiviso che quotidianamente centinaia di milioni di persone mettono in scena. Addiction è la “fotografia” di un nuovo insieme sociale trasversale. In tutto il mondo le dita degli uomini scorrono su gli schermi lucidi dei telefoni e dei
tablet. In ogni momento grazie a questi gesti alterniamo la nostra esperienza tra due mondi attraversando con sempre maggiore frequenza lo specchio reale/virtuale.
Queste immagini registrano il deposito organico che dalle nostre dita si trasferisce sulla superficie dura e lucida dei tablet. Sulla superficie dell’oggetto POP del nuovo millennio centinaia di milioni di esseri umani condividono una gestualità astratta, espressione inconsapevole di un inconscio virtuale collettivo. Le tracce che questa serie di immagini rivelano fanno il punto della situazione ed evidenziano gli elementi biomeccanici su cui si porrà l’attenzione in futuro.

 

 

We are living in a time of human evolution which will mark out our journey.

The computer network will have the same value in the history of man on earth as the fire which illuminates the dark, the wheel which shortens
distances or the use of fossil fuels which increases our capacity for production. Within a few years a large part of humanity from every point of longitude and latitude has been able to connect to a sole global network, through social networks and thanks to ever smaller connection devices, which are cheap and easy to use. The speed with which information manages to travel across vast distances in such a short time is continually diminishing, and it is easy to hypothesise a future when the generation, distribution and fruition of this data will happen at the same telepathic moment. Rather than the exchange of goods, it is now the exchange of information that is the distributor of wealth and power. A new order of
economic, ethical and aesthetic values is taking over from the old models. This epic change however, does not come about as it did the past, with the substitution of one model with another more functional one; it is manifested through the virtual cloning and implementation of the existing model. We are generating a double register of references which contaminate each other reciprocally in a sort of mitosis of planet proportions. Nowadays we are able to try out a hybrid way of living which can generate a heightened experience of the world.
’Addiction’’ is the picture of a shared social ritual which hundreds of millions of people carry out every day.

Addiction is the photograph of a new, transversal social togetherness. All over the world people’s fingers run over the bright monitors of mobile phones or tablets. By doing this we can, at any given moment, alternate our experience between two worlds, crossing the real or virtual looking glass more and more frequently.
These images register the organic deposit which is transferred from our fingers onto the hard, bright surface of the tablet. On the surface of the POP object of the new millennium, hundreds of millions of human beings share
an abstract gesture, an unknowing expression of collective virtual unconsciousness. The traces which this series of images reveals point out this situation and evidence the biomechanics on which our attention will be
focused in the future.

© Simone Bergantini // designed by PHROOM agency